Cosa vedere a Montalbano Elicona
Indice dei contenuti
- Introduzione a Montalbano Elicona
- Il Castello di Montalbano Elicona
- I Megaliti dell'Argimusco
- Arnaldo da Villanova
- Il Duomo e la Basilica Minore
- Chiesa dello Spirito Santo
- Santuario Maria SS. della Provvidenza
- Chiesa di Santa Caterina
- Contrade e Natura dei Nebrodi
- Prodotti tipici del territorio
- Informazioni pratiche
- Gli approfondimenti
Cosa vedere a Montalbano Elicona: borgo medievale perfettamente conservato
Allora, sentite un po' questa! Ogni volta che qualcuno mi dice "ah, ma la Sicilia è solo spiagge e arancini", io rispondo con un bel sorriso e li porto dritti dritti a Montalbano Elicona.
E sapete che succede? Rimangono a bocca aperta come pesciolini! Questo borgo medievale arroccato sui Nebrodi è una di quelle sorprese che la nostra isola si tiene nascoste, come una nonna che nasconde i biscotti migliori nel cassetto.
Ma davvero, questo splendido borgo in provincia di Messina non scherza! Nel 2015 è stato incoronato "Borgo dei Borghi" e fa parte dei Borghi più belli d'Italia - e se volete anche il mio parere: ci vado spessimo! (penso che basti a spiegarmi).
Porta Giovan Guerino, una delle porte d'accesso al borgo medievale
Quando ci sono stato la prima volta sono rimasto sorpreso soprattutto nell'atmosfera. Non è il solito posto da cartolina dove ti fai la foto e vai via. No no, qui "cosa vedere a Montalbano Elicona" diventa una questione seria: ti siedi su una pietra, guardi intorno e pensi "Ma come cavolo è possibile che un posto così esista davvero?"
Tra un castello che Federico III d'Aragona aveva scelto per le vacanze (mica scemo, eh?), megaliti che farebbero invidia a quelli inglesi, e una natura che quando la respiri ti senti rinascere... beh, diciamo che dopo aver visitato Montalbano tornerete a casa con la valigia piena di foto e il cuore che vi batte diverso.
Il Castello di Montalbano Elicona: una fortificazione che domina il borgo
Il maestoso Castello di Montalbano Elicona
E mo' vi racconto di uno dei protagonisti della storia! Il castello di Montalbano Elicona sta lassù che domina il borgo come un nonno siciliano che controlla dal balcone tutto quello che succede nel quartiere.
Ma che nonno! Questa fortificazione è una di quelle cose che quando ci passi davanti devi proprio fermarti!
La storia di questo castello di Montalbano è più intricata di quella della mia famiglia allargata!
Nasce nel XII secolo dai Normanni - quelli che in fatto di fortezze se ne intendevano eccome. Poi arrivano gli Svevi che mettono mano qua e là.
Ma il bello viene dopo: Federico II di Svevia prima ci fa qualche lavoretto, ma il vero boom arriva con Federico III d'Aragona che se ne innamora così tanto da farne la sua residenza estiva. Capito? Il re che molla Palermo per venire quassù d'estate!
Il nucleo più antico e le torri merlate
Il nucleo più antico di questa bellezza vi fa capire che qui non si scherzava con la difesa. C'è questo mastio che sembra dire "prova a passare, se ci riesci", e delle torri merlate che sono ancora lì, belle diritte, dopo tutti questi secoli. Roba da far venire i brividi pensando a quante battaglie hanno visto!
La parte aragonese invece è quando il castello si è fatto bello! Perché una cosa è difendersi dai nemici, un'altra è ospitare re e regine che vogliono i loro comfort. Una visita al castello non se ne parla neanche di saltarla - è come andare a Roma e non vedere il Colosseo. Sarebbe un sacrilegio!
Le sale del castello e i musei
All'interno del castello di Montalbano hanno sistemato delle sale adibite a museo che sono una figata pazzesca per chi vuole capire come si viveva una volta. Nel museo delle armi ci sono oggetti che ti fanno pensare "ma come facevano a combattere con queste robe?", strumenti dell'epoca, e tanti oggetti che raccontano storie.
Io me ne sono stato lì ore a guardare tutto, immaginandomi come doveva essere vivere tra quelle mura quando il castello brulicava di vita. Non erano mica tutti guerrieri barbuti e sporchi come nei film - qui si viveva con un certo stile!
Il Museo Storico-Fotografico Eugenio Belfiore
Nel borgo c'è pure il museo storico-fotografico Eugenio Belfiore, dedicato a questo Eugenio Belfiore che era uno di quelli che non butta via niente - ma nel senso buono!
Ha raccolto foto, documenti, oggetti che raccontano la storia del paese e della sua gente. È come entrare nel salotto della nonna e sentirsi raccontare le storie di famiglia, solo che la famiglia è tutto Montalbano Elicona!
Approfondisci: storia completa dai Normanni a Federico III, cosa si vede dentro, i musei e la tomba nella Cappella Palatina. Il Castello di Montalbano Elicona →
I Megaliti dell'Argimusco: cosa vedere in una delle aree più misteriose della Sicilia
E ora, preparatevi che arriva la parte che mi fa venire la pelle d'oca ogni volta! A due passi dal borgo medievale ci sono i megaliti dell'Argimusco - li chiamano "la Stonehenge siciliana" e vi assicuro che quando li vedete la prima volta capite il perché!
Secondo alcuni il sito dell'Argimusco è una di quelle robe che la natura si è divertita a creare nei momenti di ispirazione. Pensate: massi enormi di pietra arenaria che vento, pioggia e tempo hanno scolpito per millenni fino a farli diventare quasi delle statue. Alcuni sembrano animali, altri sembrano persone - e qui i megaliti diventano un gioco a indovinare "questo cos'è che sembra?"
Altri pensano che sia opera dell'uomo, riuscendo difficilmente ad indicarne il periodo. Questi giganti di pietra stanno lì nei pressi di Montalbano Elicona e attraggono studiosi da mezza Europa che vengono a misurare angoli e allineamenti con le stelle. Dicono che alcune rocce siano posizionate in modo particolare rispetto al sole e alla luna. Sarà vero? Chi lo sa! A me piace pensare che i nostri antenati sapessero qualcosa che noi abbiamo dimenticato.
La teoria più affascinante è quella di Paul Devins e Alessandro Musco nel libro "Argimusco Decoded" (2013): che sia stato Arnaldo da Villanova a progettarlo e a seguirne i lavori. Affascinante, ma va detto che sul sito non è mai stata trovata alcuna evidenza archeologica, e la spiegazione geologica resta la più accreditata.
Approfondisci: le figure di pietra una per una, gli allineamenti con il cielo, il dibattito natura contro uomo e come arrivarci. I Megaliti dell'Argimusco →
Arnoldo da Villanova: il genio che (forse) ha progettato l'Argimusco
E qui, cari amici, devo parlarvi di un personaggio che se non conoscete è ora di rimediare! Arnoldo da Villanova (o Arnaldo de Villanova per i più snob) è stato uno di quei tipi che nel Medioevo facevano di tutto un po': medico, alchimista, filosofo, teologo e chi più ne ha più ne metta. Insomma, uno che oggi lo chiameresti "influencer medievale", ma con la differenza che sapeva davvero il fatto suo!
Nato intorno al 1240, questo catalano girava per mezza Europa curando re e papi, scriveva trattati di medicina che ancora oggi fanno scuola, e nel tempo libero si dilettava con l'alchimia. Ma che c'entra con i nostri megaliti dell'Argimusco, vi starete chiedendo?
Beh, secondo una teoria affascinante (e che a me convince parecchio), sarebbe stato proprio lui a progettare e seguire i lavori di questo sito astronomico incredibile! Non dimentichiamoci che Arnoldo era anche astronomo e astrologo - all'epoca le due cose andavano a braccetto - e conosceva benissimo i movimenti celesti.
La cosa fighissima è che questo genio aveva pure dei rapporti intimi con la corte aragonese - guarda caso gli stessi che avevano messo le mani su Montalbano Elicona! Coincidenze? Io non ci credo mica.
Un tipo così, con tutte le sue conoscenze astronomiche e matematiche, era perfettamente in grado di calcolare gli allineamenti stellari e progettare un luogo in cui l'astrologia è mascherata da megaliti.
Peccato che sia morto in mare al largo di Genova nel 1312 o 1313, prima di poter lasciare un bigliettino con scritto "Ehi, l'Argimusco l'ho fatto io!" Ma vi assicuro che quando camminate tra quei massi e vedete come sono posizionati rispetto alle stelle, viene da pensare che dietro ci fosse la mente di un vero genio. E Arnoldo da Villanova, credetemi, di genio ne aveva da vendere!
E la sua tomba sta dentro il castello, o almeno così dicono le ossa che ci hanno trovato: nel 1969, scavando al centro della Cappella Palatina, è venuto fuori un sepolcro di pietra, aperto al pubblico il 7 maggio 2015 con un'iscrizione in latino e catalano.
Approfondisci: chi era davvero, i guai con l'Inquisizione, il sepolcro trovato nel 1969 e quanto regge la teoria sull'Argimusco. Arnaldo da Villanova →
Il Duomo e la Basilica Minore di Santa Caterina
La Basilica Minore di Santa Caterina
Il duomo di Montalbano, dedicato a Santa Maria Assunta e a San Nicolò Vescovo (Santa Caterina ha una chiesa sua, poco più in là), è uno di quei posti dove entri e automaticamente abbassi la voce. La prima chiesa era dell'XI secolo e portava il nome dei Santi Pietro e Paolo; quella che vedete oggi è la ricostruzione ampliata nel 1646, con il campanile tirato su fra il 1665 e il 1673. Dentro, croce latina, capriate lignee a vista e cappelle che sono un piacere per gli occhi. Ma sapete qual è la cosa più figa? Che non è più "solo" una chiesa!
Grazie a Papa Giovanni Paolo II nel 1997, è stata elevata al titolo di basilica minore! Praticamente ha ricevuto una promozione dal Vaticano in persona. Ogni nicchia qui dentro ha la sua storia da raccontare, e credetemi, se queste mura potessero parlare...
Approfondisci: il giro completo delle chiese del borgo, con le date e le attribuzioni messe in fila. Le chiese di Montalbano Elicona →
La Chiesa dello Spirito Santo
La Chiesa dello Spirito Santo, una delle più antiche del paese
Questa chiesetta è tra le più antiche del paese: risale al 1310. La chiesa dello Spirito Santo è aperta praticamente 24 ore su 24 c'è una signora che abita lì di fronte che la cura (ovviamente per scelta personale). Si trova vicino alla Porta Giovan Guerino e secondo me è veramente particolare e sicuramente da visitare.
L'abbiamo scovata in una passeggiata, siamo entrati (praticamente sempre aperta) e abbiamo conosciuto la stupenda signora che l'accudisce per libera scelta.
La chiesa è antichissima e sicuramente era al centro della vita medievale del paese. Visitala e scoprirai un posto che non ti aspetti.
Approfondisci: la chiesa del 1310 e tutte le altre, in un itinerario solo. Le chiese di Montalbano Elicona →
Santuario di Maria SS. della Provvidenza
Il Santuario di Maria SS. della Provvidenza
E ora parliamo di un posto che quando ci entri senti proprio che qualcosa succede! Il Santuario di Maria SS. della Provvidenza sta lì in piazza, imponente, e ti fa capire subito che per i montalbanesi questa non è una chiesa qualunque.
Originariamente era una chiesa dedicata a San Domenico, costruita nel 1630, ma da sempre i locali la chiamavano "Santuario della Vergine Santissima". Sapete come sono fatti i siciliani: se decidono che una cosa si chiama in un modo, può venire pure il Papa a dire diversamente, ma loro continuano per la loro strada!
La chiesa fu ampliata grazie alla generosità del Barone di Montalbano Vincenzo Romano - uno di quelli che quando faceva beneficenza non scherzava mica! E dal 1983 è ufficialmente diventata un Santuario.
Ma la storia più bella è quella del perché la Madonna della Provvidenza sia diventata la patrona del paese. Tra il 1663 e il 1669 siccità e carestie flagellavano il territorio, gli abitanti si rivolsero alla Madonna e - indovinate un po'? - l'anno successivo si ebbero abbondanti raccolti! Per riconoscenza, il 24 agosto del 1675 la Vergine fu nominata protettrice del paese.
La vera star del santuario è la statua lignea della Madonna della Provvidenza, risalente al 1700 e attribuita allo scultore Alessandro Pantano. Roba fina, credetemi! Ogni anno ad agosto viene ricoperta dei gioielli donati per voto dai fedeli e portata in processione dai cosiddetti "smanicati". Il 24 agosto si celebra una delle feste più antiche dei Nebrodi - se vi trovate da queste parti in quel periodo, non perdetevela! È uno spettacolo che vi resta dentro per anni.
Approfondisci: la carestia del Seicento, la statua coperta d'oro e la festa del 24 agosto con gli smanicati. Il Santuario della Provvidenza →
Chiesa di Santa Caterina
La Chiesa di Santa Caterina nel centro storico
C'è anche la Chiesa di Santa Caterina, che è una delle più antiche del paese.
Costruita nel 1344, sta in via Giardino e custodisce delle opere d'arte che vale la pena vedere: la statua marmorea di S. Caterina d'Alessandria, databile intorno al 1510 e attribuita alla scuola del Gagini.
Al paliotto dell'altare c'è invece una Cena Domini di scuola di Guido Reni. Non un autografo: bottega. Che per un borgo dei Nebrodi resta comunque tanta roba.
Approfondisci: il marmo del Gagini, la Cena Domini e le altre chiese del centro storico. Le chiese di Montalbano Elicona →
Esplorare le contrade e la natura dei Nebrodi
Una delle caratteristiche scalinate del borgo medievale
Ma il bello di Montalbano Elicona lo scoprite camminando! Perdersi tra le contrade del borgo è come fare un viaggio nel tempo: portali antichi che hanno visto passare di tutto, case in pietra che resistono da secoli, stradine acciottolate dove ogni passo risuona.
I muri a secco sono ancora lì, perfetti, come li facevano i nostri bisnonni che di architettura rurale se ne intendevano eccome.
Federico II di Svevia aveva l'occhio lungo: sapeva che questo posto aveva qualcosa di speciale e ha fatto bene a investirci sopra. Per chi si chiede cosa vedere a Montalbano Elicona, il mio consiglio spassionato è: mollate la macchina e camminate!
Solo così scoprirete gli angoli nascosti, i panorami che vi restano dentro, i dettagli che fanno la differenza.
Il Parco dei Nebrodi e il Bosco di Malabotta
Tutto intorno a Montalbano Elicona si estende il Parco dei Nebrodi, che è praticamente il polmone verde più grande della Sicilia. Qui la natura fa sul serio: boschi che sembrano usciti da una fiaba, altipiani dove il silenzio è così profondo che senti il tuo cuore che batte. Tra i rilievi principali dei Monti Nebrodi, Monte Soro e le altre vette si nascondono tesori naturalistici che lasciano senza fiato.
Il bosco di Malabotta poi è la ciliegina sulla torta! Più di 3.200 ettari di riserva del bosco di Malabotta che proteggono foreste vecchie di secoli. È un'area protetta dove vivono volpi, istrici, e rapaci che volteggiano in alto: aquila reale, poiane, falco pellegrino. Il daino invece qui non c'è più, è estinto da tempo, per quanto le brochure continuino a prometterlo. E indovinate un po'? Il territorio comprende anche il sito dei Megaliti dell'Argimusco. Tutto collegato, tutto perfetto. Questa zona fa parte di il sistema dei parchi naturali in Sicilia, che rappresenta una ricchezza naturalistica unica al mondo.
Approfondisci: l'itinerario a piedi: Porta Giovan Guerino, le scalinate e i muri a secco. Il borgo medievale a piedi →
Prodotti tipici del territorio
E qui devo per forza parlare del suino nero dei Nebrodi!
Questi maialini neri che scorrazzano liberi nei boschi sono una delle eccellenze del territorio. La carne che ne esce è una cosa che quando la assaggi ti viene voglia di comprare casa quassù solo per poterla mangiare ogni giorno.
I salumi che ne ricavano sono una poesia - roba che a Parma si mangiano le mani dall'invidia!
Approfondisci: il suino nero dei Nebrodi, il Bosco di Malabotta e cosa si mangia da queste parti. Bosco di Malabotta e Nebrodi →
Informazioni pratiche per visitare Montalbano Elicona
Una delle tante chiese storiche del borgo
Allora, se vi ho convinto a visitare Montalbano Elicona (e come potrebbe essere diversamente?), sappiate che il momento migliore è primavera inoltrata o inizio autunno. D'estate fa caldo anche quassù, d'inverno può nevicare - che è bello da morire, ma magari non è il massimo per girare.
Da Messina sono una settantina di chilometri, un'ora abbondante di macchina tra curve che già vi preparano alla bellezza che vi aspetta. Trovate parcheggi attorno al borgo, e il mio consiglio è di prendervi almeno una giornata intera. Anzi, se potete dormire una notte quassù, fatelo! La sera il borgo si trasforma, diventa magico.
Una chicca che adoro raccontare: il nome "Montalbano Elicona" viene con ogni probabilità dal latino "Mons Albus", monte bianco, per via della neve sui Nebrodi. Ed "Elicona"? Quello è il monte greco sacro alle Muse. Per un borgo dei Nebrodi, come scelta di posizionamento, direi che non si sono fatti mancare niente.
Gli approfondimenti su Montalbano Elicona
Questa è la guida generale. Ogni pezzo del borgo ha poi la sua storia, e per raccontarla per bene serviva più spazio.
- Il Castello di Montalbano EliconaNormanni, Svevi e il re aragonese che mollava Palermo per venire quassù. Storia e visita.
- I Megaliti dell'ArgimuscoUn altopiano a 1.200 metri, massi grandi come case e un dibattito aperto da decenni.
- Arnaldo da VillanovaMedico di papi, alchimista, quasi eretico. E forse la mente dietro all'Argimusco.
- Le chiese di Montalbano EliconaUna basilica minore del 1646, un marmo del Gagini e una chiesetta del 1310 sempre aperta.
- Il Santuario della ProvvidenzaLa carestia del Seicento, la statua coperta d'oro e la festa più antica dei Nebrodi.
- Il borgo medievale a piediPorta Giovan Guerino, scalinate e vicoli: l'itinerario per girarlo come va girato.
- Bosco di Malabotta e Nebrodi3.221 ettari di riserva, aquile e cavalli bradi. E il suino nero, che merita un capitolo.
Conclusione
Questo borgo medievale si è meritato sul campo il titolo di "Borgo più bello d'Italia". Qui ogni sasso ha una storia, ogni panorama ti entra nel cuore, ogni momento di silenzio ti ricarica l'anima. Montalbano Elicona è la Sicilia che non ti aspetti, quella che ti fa innamorare perdutamente e ti fa capire che la nostra isola ha tesori nascosti che neanche immaginiamo.
E se volete esplorare altre meraviglie dell'entroterra siciliano, non perdetevi Cosa vedere in Sicilia, o magari alternate con una giornata alle spiagge più belle della Sicilia. E questo, cari amici, vale tutto l'oro del mondo!
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