Ehi, amici viaggiatori e sognatori di mari cristallini! Sono qui, con la pelle ancora salata e i capelli scompigliati dalla brezza marina, per raccontarvi i tesori costieri della mia adorata isola.
Il nostro viaggio su Cosa vedere in Sicilia continua con il più bel mare dell’isola.
Perché, vabbè, i templi greci sono impressionanti, il barocco fa la sua figura e l’Etna è uno spettacolo, ma diccemulu chiararamente: non avete visto davvero la Sicilia finché non avete sentito la sabbia dorata scivolare tra le dita dei piedi mentre fissate un’acqua talmente trasparente che vi chiederete se qualcuno non l’abbia Photoshoppata durante la notte!
In questa guida da siciliano DOC (con tanto di diploma in abbronzature perfette e master in granite al limone), vi porterò a scoprire le 10 spiagge che mi fanno ancora sospirare dopo averle viste centinaia di volte.
Quindi, prendete il vostro asciugamano più colorato, quella crema solare che vi siete dimenticati di usare l’ultima volta (e vi siete ustionati come aragoste), e seguitemi in questo tour de force di paradisi marini. “Futti futti ca Diu pirduna a tutti”, ma se saltate questo viaggio, non vi perdonerete mai!
Alla Scoperta delle Spiagge Più Belle della Sicilia: Una Panoramica
“Ma quali sono le più belle spiagge della Sicilia?” è la domanda che mi fanno immancabilmente quando scoprono che sono siciliano, subito dopo “ma davvero la mafia…” (e qui di solito roteo gli occhi fino alla nuca).
La risposta è complicata quanto spiegare a mia nonna come funziona Netflix.
Vedete, cercare la spiaggia più bella di Sicilia è come provare a scegliere il cannolo migliore: una missione impossibile e pure blasfema!
Ogni caletta, ogni baia ha il suo caratterino, proprio come noi isolani.
Alcune sono dive esibizioniste che amano mettersi in mostra, altre sono gioielli timidi che si nascondono dietro scogliere impervie, accessibili solo ai più determinati (o ai più pazzi, dipende dai punti di vista).
La verità? La Sicilia offre spiagge per tutti i gusti: volete fare i Robinson Crusoe in spiagge deserte? Abbiamo quello che fa per voi. Preferite tutti i comfort con lettino, ombrellone e un mojito a portata di mano? Nessun problema. Siete fanatici dello snorkeling?
Minchxx, vi sembrerà di stare dentro un documentario della National Geographic! E se avete bambini, ci sono paradisi con acqua bassa e calma dove i piccoli possono sguazzare mentre voi vi godete finalmente quel libro che trascinate in valigia da tre estati.
Una cosa ve la dico col cuore in mano: venire in Sicilia senza toccare almeno una delle sue spiagge sarebbe come andare a Parigi e non vedere la Tour Eiffel, o peggio ancora, venire a Palermo e non mangiare un panino con la milza. Un’eresia imperdonabile!
San Vito Lo Capo

Amici miei, se il paradiso avesse una filiale terrestre, sarebbe sicuramente San Vito Lo Capo! La prima volta che ci misi piede, a dodici anni, rimasi talmente incantato che mia madre dovette trascinarmi via letteralmente mentre mi aggrappavo alla sabbia gridando “No, voglio restare quiii!”
Questa distesa di sabbia bianca e finissima (che sembra talco, giuro!) abbracciata da un mare che cambia colore come se non riuscisse a decidersi tra il turchese, l’azzurro e lo smeraldo, è la risposta siciliana ai Caraibi. Solo che qui, invece dei cocktail con l’ombrellino, vi godrete un panino con le panelle e una granita che vi farà piangere di gioia.
Il Monte Monaco fa da guardiano a questa meraviglia, creando uno skyline che sembra disegnato da un artista particolarmente ispirato.
“Bedda matrci, chi spettaculu!”, esclamano sempre i turisti del nord Italia quando arrivano qui, tentando maldestramente di imitare il nostro accento.
Un consiglio da chi ci va da quando portava ì il costume con gli orsacchiotti?
Andate prestissimo al mattino, quando la spiaggia è ancora deserta.
C’è qualcosa di magico nel vedere il sole nascente tingere di rosa quella sabbia bianca, con solo il rumore delle onde a farvi compagnia.
Poi, quando arriva la folla (e arriva, fidatevi!), potrete sempre rifugiarvi in uno dei ristorantini sul lungomare per un piatto di cous cous di pesce che vi farà dimenticare persino come vi chiamate.
La Riserva Naturale dello Zingaro

Ora, preparatevi a sentire il mio lato poetico, perché quando parlo dello Zingaro mi emoziono come un quindicenne al primo concerto dei suoi idoli.
Questa riserva è la prova che noi siciliani, quando ci arrabbiamo per difendere la bellezza, sappiamo fare casino come nessun altro!
Negli anni ’80, quando qualche “geniu” voleva costruirci una strada litoranea (ma vi immaginate?), la gente protestò così ferocemente che alla fine le autorità cedettero, e oggi abbiamo questo angolo di paradiso incontaminato.
Entrare nella Riserva dello Zingaro è come fare un viaggio indietro nel tempo, quando la natura comandava e l’uomo era solo un ospite rispettoso.
I sentieri serpeggianti vi condurranno attraverso una macchia mediterranea talmente profumata che vi sembrerà di camminare in una profumeria a cielo aperto.
Rosmarino, timo, ginestre – la mia nonna direbbe “ccà l’aria si mangia, non si respira!”.
Ogni caletta che incontrerete sarà più spettacolare della precedente.
Cala Tonnarella, Cala Marinella, Cala Berretta… nomi semplici per luoghi di straordinaria bellezza, dove l’acqua è così trasparente che potreste contare i granelli di sabbia sul fondo.
Vi racconto un segreto? Una volta mi sono avventurato fino a Cala Marinella, la più lontana, in pieno agosto.
Era un caldo da spaccare le pietre, sudavo come se fossi in una sauna finlandese e continuavo a chiedermi perché non fossi rimasto comodamente sotto l’ombrellone a San Vito.
Poi sono arrivato, mi sono tuffato in quel mare incredibile dopo la camminata, e ho capito perché: ci sono piaceri nella vita che vanno guadagnati col sudore.
Quello è stato uno dei bagni più belli della mia vita, e ancora oggi, quando chiudo gli occhi, posso sentire quella sensazione di freschezza e libertà assoluta.
Cala Rossa a Favignana

Se esistesse un concorso per “il mare più blu del Mediterraneo“, Cala Rossa vincerebbe a mani basse, con tanto di standing ovation della giuria!
La prima volta che l’ho vista, sono rimasto immobile per dieci minuti buoni, come una statua di sale.
Un mio amico continuava a chiedermi “Tutto ok?” e io riuscivo solo a indicare l’acqua, borbottando suoni incomprensibili. È l’effetto che fa Cala Rossa ai nuovi visitatori.
Questo angolo di Favignana deve il suo nome drammatico (“Cala Rossa” significa “Baia Rossa”) a una battaglia sanguinosa tra Romani e Cartaginesi, ma oggi l’unica cosa rossa qui potrebbero essere le vostre spalle se dimenticate la protezione solare, abbagliati da tanta bellezza!
Qui non troverete spiagge sabbiose morbide e accoglienti, ma piattaforme di roccia calcarea bianca che si tuffano in un mare talmente trasparente che sembra di volare quando ci si immerge.
Le antiche cave di tufo creano un paesaggio lunare che contrasta magnificamente con l’azzurro del mare. È uno spettacolo così surreale che sembra di stare in un quadro.
Vi confesso una cosa: una volta ho rischiato di perdere il traghetto per tornare sulla terraferma perché non riuscivo a staccarmi da Cala Rossa. “Altri cinque minuti”, continuavo a dire alla mia povera fidanzata che guardava l’orologio con crescente panico.
Alla fine abbiamo corso come disperati fino al porto, grondanti acqua di mare e con le infradito che schioccavano rumorosamente sulla pietra. Ce l’abbiamo fatta per un pelo, ma ne è valsa assolutamente la pena – e lo rifarei domani stesso!
La Scala dei Turchi

Ora, amici miei, parliamo di una delle più grandi dive del panorama costiero siciliano: la Scala dei Turchi. Se avete un account Instagram, probabilmente l’avete già vista mille volte, ma vi garantisco che nessuna foto, nemmeno col filtro più potente, può rendere giustizia a questa meraviglia.
Questa scogliera di marna bianca che sembra fatta di panna montata si staglia contro il blu del mare come un’apparizione mistica.
I gradini naturali che scendono dolcemente verso l’acqua sembrano disegnati da un architetto divino particolarmente ispirato. La chiamano “dei Turchi” perché, secondo la leggenda, i pirati turchi vi si rifugiavano durante le tempeste.
Personalmente, penso che anche loro, nonostante fossero lì per razziare e saccheggiare, si fermassero un attimo a dire “Minchxx, che bellu postu!”.
La prima volta che ci andai era un tramonto di settembre. Il sole calante tingeva la roccia bianca di sfumature rosa e arancioni, creando un’atmosfera quasi surreale.
C’erano poche persone, il mare era calmo come un lago, e io pensai che se il paradiso esiste, deve assomigliare molto a quel momento.
Un avvertimento però, da chi c’è stato sia in alta che in bassa stagione: in agosto diventa più affollata della fermata della metropolitana di Roma Termini all’ora di punta!
E fate attenzione quando camminate sulla marna bagnata: è scivolosa come una saponetta in una vasca da bagno. Ho visto turisti fare involontarie (e poco eleganti) scivolate che sarebbero state perfette per un programma di video divertenti.
Non vorrete diventare virali su TikTok per questo motivo, vero?
Spiaggia di Mondello
Di Andrea Calcagno from PALERMO, Italia – il golfo di Mondello, CC BY-SA 2.0, Collegamento
Mondello! Il mio primo amore…. Se questa spiaggia potesse parlare, racconterebbe di generazioni di palermitani che hanno costruito castelli di sabbia, si sono innamorati, hanno litigato, si sono scottati come gamberi, e hanno mangiato il gelato guardando il tramonto.
Mondello è la risposta palermitana alla Promenade des Anglais di Nizza: elegante, vivace, con un fascino retrò che ti cattura.
La sabbia è così fine e bianca che sembra farina, e il mare va dal turchese chiaro vicino alla riva a un blu intenso più al largo.
Nei giorni più limpidi, quando la tramontana ha spazzato via ogni traccia di foschia, l’acqua è così trasparente che potreste leggere il giornale attraverso di essa (non che io l’abbia mai provato, intendiamoci!).
Ciò che rende davvero speciale Mondello è l’atmosfera. Le splendide ville Liberty sul lungomare raccontano storie di una Belle Époque siciliana, quando l’aristocrazia palermitana veniva qui a “prendere i bagni” e a vedere ed essere vista. Il famoso Charleston, con le sue cabine colorate, è un’icona che appare in tutte le cartoline.
Da bambino, mio padre mi portava qui alle sei del mattino, quando la spiaggia era deserta e l’acqua piatta come uno specchio.
“Accusì ti fai u bagnu pulitu”, diceva, convinto che più tardi il mare si “sporcasse” con troppa gente.
Tornavamo a casa prima delle dieci, quando le prime famiglie cominciavano ad arrivare, sentendoci furbi come volpi per aver goduto di quel paradiso in solitaria.
E non potete lasciare Mondello senza aver assaggiato il “pane con le panelle” o un gelato.
Non è solo mangiare, è un rito sacro, un battesimo gastronomico che vi renderà palermitani adottivi per sempre!
Spiaggia di Fontane Bianche
Di Davide Mauro – Opera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento
Spostandoci verso il lato orientale dell’isola (che, per i palermitani, è quasi come andare all’estero, tanto è diverso!), troviamo Fontane Bianche, il fiore all’occhiello della costa siracusana.
La prima volta che misi piede sulla sabbia di Fontane Bianche, il rumore che faceva sotto i miei passi mi fece sorridere: quel “cricchete-cricchete” così particolare che solo la sabbia veramente fine sa produrre.
È come se stesse parlando, sussurrando storie di mari antichi e viaggiatori perduti. Poetico, io? Macché, è l’effetto che fa questa costa a chiunque abbia un minimo di sensibilità!
Il mare qui è davvero qualcosa di speciale: nei giorni di calma piatta sembra di galleggiare nel vuoto, tanto è trasparente.
Una volta, nuotando con la maschera, ho incrociato un polpo che mi guardava con aria sospettosa dal suo nascondiglio tra le rocce. Ci siamo fissati per qualche secondo, poi lui ha deciso che non ero interessante e si è ritirato con un’aria snob che neanche il più altezzoso dei maitre parigini.
In questa zona troverete anche la splendida spiaggia di San Lorenzo, con le sue dune che sembrano trasportate direttamente dal Sahara. La costa orientale ha un carattere completamente diverso da quella occidentale: più selvaggia in alcuni tratti, più mondana in altri, ma sempre affascinante.
Un consiglio da chi ha imparato a proprie spese: la costa orientale (a volte)è più ventosa, il che la rende paradisiaca per i surfisti ma talvolta un po’ impegnativa per chi vuole solo rilassarsi sotto l’ombrellone.
Il mio ombrellone una volta decise di trasformarsi in Mary Poppins e volò via così velocemente che dovetti rincorrerlo per mezzo chilometro lungo la spiaggia, tra le risate degli altri bagnanti. Un momento di celebrità che avrei volentieri evitato!
La Spiaggia di Calamosche: La Perla della Riserva di Vendicari
Se esiste un posto in Sicilia che può farvi credere di essere naufragati su un’isola deserta (ma con tutti i vantaggi di poter tornare alla civiltà quando volete), quello è Calamosche.
Nascosta all’interno della Riserva di Vendicari, questa baia è protetta da due promontori che la rendono una piscina naturale anche nei giorni in cui il resto della costa è flagellato dal vento.
La prima volta che la scoprii, circa dieci anni fa, rimasi letteralmente a bocca aperta. “Ma come è possibile che esista un posto così e non sia pieno di gente?”, chiesi al mio amico siracusano che mi aveva portato lì. Lui mi fece l’occhiolino e rispose: “Perché i siciliani sanno tenere i segreti”. Non era vero, dopo 10 minuti era pieno di turisti.
Per raggiungere questa meraviglia dovete essere disposti a fare una passeggiata di circa 20 minuti attraverso la macchia mediterranea.
Armatevi di scarpe comode, acqua, cappello, e spirito d’avventura. Il sentiero non è segnalato benissimo, ma seguite l’istinto (e le altre persone) e arriverete a destinazione.
Quando finalmente vedrete la baia dall’alto del sentiero, capirete perché vale ogni goccia di sudore.
L’acqua qui è di un turchese così intenso che sembra illuminata dal basso. I fondali sono un paradiso per lo snorkeling, ricchi di pesci colorati che sembrano non avere paura dei nuotatori.
Una volta ho passato così tanto tempo a osservare un branco di occhiate che quando sono uscita dall’acqua sembravo un dattero di mare raggrinzito!
Ricordatevi di portare tutto ciò che vi serve per la giornata: cibo, acqua, protezione solare. Non ci sono servizi, chioschi o venditori ambulanti (e questo è parte del suo fascino selvaggio). Ma vi garantisco che questo piccolo sforzo logistico sarà ricompensato da uno dei bagni più belli della vostra vita.
E quando tornerete a casa e i vostri amici vedranno le foto, non crederanno che siete stati in Sicilia ma penseranno a qualche remota isola del Pacifico!
Scopello e i suoi faraglioni
Matrcuzza bedda, che spettacolo è Scopello!
Ve lo giuro, ogni santa volta che arrivo in quella baia con la vecchia tonnara, mi sento come un bambino davanti alle vetrine di Natale.
Uno di quei posti che ti strozza la gola per quanto è bello, e non sto esagerando manco un po’!
La prima volta ci portai un mio amico di Milano – quello che si crede figo perché va alle Maldive – e sapete che ha fatto? È rimasto mezz’ora a fissare i faraglioni senza dire na parola! Alla fine se n’è uscito con un “minchxx, qui si sta meglio che in Polinesia” (e io nella testa: “te l’avevo detto, strunzu!”).
Il bello di Scopello non è solo il mare, che già sarebbe abbastanza. È tutto il pacchetto: la stradina che scende tutta curve tra muretti a secco e carrubi vecchi come Matusalemme, l’atmosfera del borgo che sembra rimasto agli anni ’60, l’odore di frittura che si mischia alla salsedine…
Mi ricordo che una volta ci andai con degli amici e questo tizio di Pavia – tale Antonio, tipo ingegnere tutto precisino – continuava a rompere dicendo “mah, ho visto posti più belli”.
Poi mette piede nella caletta, vede quell’acqua blu pavone e quei faraglioni che sembrano messi lì da un fotografo, e rimane come fulminato. Si gira e fa: “ritiro tutto”. Eh, caro mio, la Sicilia fa questo effetto!
Un consiglio solo: evitate agosto come la peste! È più affollato della metropolitana a Roma nell’ora di punta. Meglio giugno o settembre, quando puoi ancora sentire il rumore delle onde invece delle casse bluetooth di qualche romano con la musica a palla.
Eloro tra mito e realtà
E che vi devo dire di Eloro? È uno di quei pezzi di Sicilia che mi fanno incazzare – in senso buono – perché troppo pochi la conoscono!
È un posticino magico incastrato tra Noto e Pachino, dove puoi fare il bagno letteralmente nella storia.
Ma mica storia moderna, parlo di roba greca, antica, che se ci pensi è una pazzia: tu stai lì col tuo ombrellone in mano mentre dietro resti di 2500 anni fa. Pazzesco, no?
L’acqua è di quel colore… come posso spiegarlo… un turchese-smeraldo che manco i Caraibi! E la sabbia non è quella solita giallastra, ma ha riflessi dorati, quasi rossicci quando il sole la colpisce al tramonto.
Ricordo quando ci portai il mio amico, quello tecnologico che senza lo smartphone manco respira. Pensavo si sarebbe rotto dopo dieci minuti… invece è stato lì tutto il giorno a cercare conchiglie ! È uscito dall’acqua solo quando il sole stava tramontando, con la faccia bruciata ma felice come un bambino. La magia di Eloro, signori!
Se ci andate – e dovreste, perdinci! – fate un giro anche nella riserva naturale.
E già che siete in zona, fate un salto a Noto. Tanto per capirci: se Eloro è la Sicilia a mare, Noto è la Sicilia che si è messa il vestito buono per andare a festa.
Barocco da stropicciarsi gli occhi e granite che vi faranno piangere di gioia.
Io ci porto sempre gli amici del nord e li lascio a bocca aperta – così magari la smettono di parlare male di noi meridionali e cominciano ad apprezzare quello che abbiamo creato!
Le “Maldive di Sicilia”: Isola Bella Taormina
Noi siciliani abbiamo un talento speciale: dare soprannomi esagerati alle nostre spiagge. “Le Maldive di Sicilia“, “I Caraibi siciliani“, “La Polinesia italiana“… Sembra che soffriamo di un complesso d’inferiorità nei confronti delle destinazioni esotiche!
Ma dopo aver girato mezzo mondo, posso dirvi con assoluta certezza che alcune delle nostre spiagge non hanno nulla da invidiare ai paradisi tropicali più famosi.
Prendiamo Isola Bella a Taormina. Il nome stesso promette meraviglie, e mantiene la promessa! Questa piccola isola, collegata alla terraferma da una sottile lingua di sabbia e ciottoli, è circondata da acque di un blu così intenso che sembra artificiale.
La prima volta che ci andai, mi sdraiai su uno scoglio piatto e guardando attraverso l’acqua cristallina vidi un’aragosta che passeggiava sul fondo come se fosse in vetrina a via Condotti.
Restai così incantato che non mi accorsi dell’onda in arrivo… finché non mi ritrovai completamente zuppo, con macchina fotografica inclusa!
Se vuoi fare una visita leggi la nostra guida su Taormina.
Un’altra gemma che merita il titolo di “tropicale” è la spiaggia di Eraclea Minoa. Qui la sabbia bianca contrasta drammaticamente con una scogliera di gesso che sembra fatta di zucchero. Le onde lente e dolci la rendono perfetta per famiglie con bambini.
A differenza delle vere Maldive però, qui non dovete limitarvi a prendere il sole e nuotare (anche se, diciamocelo, non sarebbe male come programma!).
Potete combinare il relax balneare con visite a siti archeologici, passeggiate nei borghi storici, e soprattutto… mangiare come se non ci fosse un domani!
Perché, amici miei, questo è il vero vantaggio delle nostre “Maldive siciliane“: dopo un bagno rigenerante potete sedervi in una trattoria vista mare e ordinare un piatto di pasta con le sarde che vi farà toccare il cielo con un dito. Provate a fare lo stesso a Malé!
Il mio consiglio spassionato? Visitate queste spiagge in bassa stagione, quando i turisti sono pochi e i colori sembrano ancora più intensi.
Maggio, giugno e settembre sono perfetti: il mare è già/ancora caldo, i prezzi più bassi, e potrete godervi questi paradisi quasi in solitaria. E se potete, noleggiate un gommone per esplorare dal mare – scoprirete calette nascoste accessibili solo via acqua che vi lasceranno letteralmente senza fiato!
Spiagge della Sicilia Orientale e Occidentale: Un Confronto
“Ma alla fine, quali sono le spiagge più belle, quelle dell’est o dell’ovest?”
Mi fanno sempre questa domanda, come se stessero chiedendomi di scegliere tra cannoli e cassata.
Come si fa? È come chiedere a una madre quale figlio ama di più! (Anche se mia madre, quando glielo chiedoedevo per scherzo, risponde sempre “tua sorella, ovviamente” con un sorriso che non capisco mai se era serio o meno).
San Vito Lo Capo, la regina indiscussa dell’ovest, è l’esempio perfetto delle spiagge occidentali: ampia, sabbiosa, con un mare che cambia colore continuamente e uno scenario mozzafiato con il Monte Monaco che fa da guardiano. È accessibile, ben organizzata, ideale per famiglie e per chi ama la comodità senza rinunciare alla bellezza.
Le spiagge della costa orientale, invece, hanno un carattere completamente diverso. Sono spesso più piccole, racchiuse tra scogliere di roccia lavica (siamo pur sempre nella terra dell’Etna!), con fondali ricchissimi che fanno la gioia degli appassionati di snorkeling.
Pensate a Isola Bella o alle calette attorno a Siracusa: sono gioielli incastonati in paesaggi più aspri, più selvaggi.
Una differenza che ho notato nei miei vagabondaggi isolani? L’ovest ha un’anima più africana, con spiagge che ricordano il Nord Africa (d’altronde, la Tunisia è più vicina a Trapani che Roma!). L’est invece guarda alla Grecia, con le sue acque cristalline e le insenature nascoste.
Il mio personale test dell’ombrellone dice che: a ovest, il vostro ombrellone starà saldo e immobile per tutto il giorno; a est, preparatevi a rincorrerlo almeno una volta, perché il vento qui è più capriccioso di un adolescente!
Un consiglio da vera siciliano? Non limitatevi a una costa sola! La Sicilia è un’isola relativamente piccola, e con una settimana a disposizione potete tranquillamente godervi il meglio di entrambi i mondi.
Noleggiare un’auto e fare il giro completo dell’isola, fermandovi nelle spiagge che più vi ispirano, è un’esperienza che vi lascerà ricordi indimenticabili. E potrete finalmente dirimere da soli l’eterna questione: est o ovest? (Anche se, conoscendo i siciliani, finirete probabilmente col dire “entrambi!”, proprio come facciamo noi).
D’altronde, come dice un vecchio proverbio siciliano: “Cu nesci, arrinesci” – chi esce, riesce. In questo caso, chi si avventura alla scoperta di tutte le nostre spiagge, riesce sicuramente a innamorarsi perdutamente della nostra isola!


