Il pozzo di Gammazita, la sua storia legata alla leggenda
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Il pozzo di Gammazita, la sua storia legata alla leggenda

Pozzo Gammazita

Il Pozzo di Gammazita la Storia

Catania, in Italia, ospita una destinazione unica conosciuta come il Pozzo di Gammazita.

Il luogo di cui parliamo si trova presso una zona vicino la cinta muraria cittadina detta appunto cortina di gamma zita presso il cortile omonimo.

Questo antico luogo ha una storia lunga ed affascinante che risale a secoli fa e si trova proprio al centro storico di Catania a pochi passi dal castello Ursino adiacente la cinta muraria.

È una parte importante del patrimonio culturale della città e un simbolo duraturo del suo passato. I visitatori di Catania hanno la meravigliosa opportunità di esplorare questo sito e imparare cosa lo rende così speciale.

Il Pozzo di Gammazita a Catania, in Sicilia, è uno dei monumenti più belli e leggendari della città. Il maestoso pozzo è alto circa 15 metri e da secoli fa parte dell’evolversi della città. L’origine del pozzo si intreccia con la storia della città.

Originariamente Gammazita era una sorgente d’acqua, proveniente probabilmente dall’ Amenano (un fiume che scorre sotto la città di Catania).

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Di <a href=”//commons.wikimedia.org/wiki/User:Archeo” title=”User:Archeo”>Archeo</a> – <span class=”int-own-work” lang=”it”>Opera propria</span>, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Sappiamo che questa fonte nel medioevo era il nucleo della vita (ricca di attività commerciali) di quel quartiere che nel periodo era conosciuto come Judecca, il quartiere ebraico della città.

La fonte d’acqua a quei tempi veniva chiamata: Judicello proprio per l’importanza che questa risorsa idrica aveva nello scorrere della vita nel quartiere.

Intorno all’anno  1621, Francesco Lanario, che era il soprintendente generale alle fortificazioni, decise si sistemare l’approvvigionamento idrico della città convogliando le acque dell’Amenano con il resto delle sorgenti d’acqua per formare una consistente rete idrica che approvvigionava la città con diverse fontane. Le acque di Gammazita furono così imbrigliate.

Tutto questo purtroppo durò molto poco perchè qualche anno dopo (1669) ci fu una catastrofe naturale che cambiò la sorte della città e dei sui abitanti.

All’altezza di Nicolosi si formò una frattura per l’eruzione dell’Etna (il vulcano che padroneggia la Sicilia Orientale) che arrivò in città distruggendone la maggior parte.

Grossa parte della città rimase sepolta sotto uno strato di 14 metri di lava. 

Nonostante questi cambiamenti, il Pozzo di Gammazita rimane un simbolo di resilienza per gli abitanti della città e continua ad attrarre turisti da tutto il mondo desiderosi di ammirarne la bellezza e scoprire di più sul suo ricco passato.

Il Pozzo di Gammazita a Catania è un punto di riferimento affascinante e storicamente significativo.

La leggenda di Gammazita

Legata a questo posto esiste da secoli una leggenda.

Questa leggenda narra di una fanciulla catanese bellissima e di grande senso dell’onore simbolo dell’onestà delle donne catanesi. 

Questa storia è incastonata in uno dei 4 candelabri in Piazza Università opera di Mimì Maria Lazzaro . A questa si affiancano altre leggende che spiegano altre antiche storie su miti catanesi.

Si racconta che, durante la dominazione Francese nell’isola Siciliana (1278), vivesse a Catania una ragazza chiamata Gammazita.

La ragazza era molto bella e piena di virtù. Di questa si invaghì un soldato Francese che provò a corteggiare la giovane Gammazita, ma la ragazza rifiutò le attenzioni perchè già fidanzata e prossima al matrimonio.

Proprio nel giorno del suo matrimonio la fanciulla catanese di nome Gammazita si recava come sempre a prendere l’acqua al pozzo. In quel frangente il soldato la aggredì e la ragazza, per evitare il disonore, preferì gettarsi nel vicino pozzo.

Questa è in linea di massima la storia originaria anche se poi ci furono versioni successive. Col passare del tempo, la storia, è stata sempre più colorita con l’aggiunta, inoltre, di altri personaggi.

Tra i personaggi inseriti nella storia originale ha una posizione rilevante:  donna Macalda Scaletta. Questa nobil donna era la vedova del signore di Ficara e si dice fosse tra le donne più corteggiate della città.

Donna Macalda era innamorata del suo giovane paggio, Giordano. Un giorno Giordano vide Gammazita ricamare dinanzi casa e se ne innamorò perdutamente.

L’interesse di Giordano verso la ragazza creò l’invidia e l’ira di donna Macalda.

Questa, ceca per la gelosia, preparò un piano per ottenere l’attenzione del tanto amato Giordano. Si accordò con il francese de Saint Victor per tendere una trappola e cercare di rovinare la storia d’amore tra i due giovani.

Il francese cercò più volte di tendere agguati a Gammazita per farle perdere “onore” fino al giorno in cui riuscì a bloccare la ragazza mentre Gammazita si recava al pozzo,  la giovane preferì gettarsi nel pozzo piuttosto che cedere la propria dignità.

Giordano venendo a conoscenza della fine orrenda della fanciulla afferrò il Francese uccidendolo a pugnalate dinanzi al cadavere dell’amata.

Il nome Gammazita

Altra questione che suscita disaccordo è quella legata al nome.

C’è chi pensa che derivi dall’opera  “La Gemma zita” di Don Giacomo Gravina, che racconta la storia delle nozze fra la ninfa Gemma e il pastore Amaseno. Plutone si invaghì della ninfa,  Proserpina, gelosa delle attenzioni di Plutone la trasformò in una fonte.

Gli altri dei, inteneriti per la situazione, decisero di trasformare anche Amaseno in una fonte.

Il pozzo era il luogo in cui si uniscono le acque dei due corsi di acqua. Da qui “Gammazita” che era semplicemente l’unione di due parole: “gemma” e “zita”.

La prima (Gemma) nome della ninfa e la seconda termine dialettale per indicare “fidanzata” (zita). 

Un’altra ipotesi vuole che il nome sia l’unione di due lettere greche: “gamma” e “zeta”. Queste lettere si troverebbero incise sul muro di fianco la fonte.

Ci sono altre leggende che spiegano diversamente l’origine del nome. Altro racconto parla di un uomo con una gamba bloccata abitava in una grotta nelle vicinanze della fonte.

Il nome Gammazita nascerebbe dunque dal nome del difetto fisico dell’uomo, cioè Iamma zzita (gamba rigida).

Non abbiamo ancora finito; un’ipotesi che non va tralasciata è quelle che vuole che il nome derivi dall’arabo.

Gli arabi hanno dominato l’isola per un grosso periodo e la loro influenza è sempre dietro l’angolo.

In arabo il termine gawsit indica l’acqua dolce (potabile) e potrebbe essere all’origine del nome.

Conclusioni

Questa leggenda  rimane nel cuore di tutti i Catanesi. E’ un chiaro riferimento alla pesante dominazione Angioina in Sicilia e ai successivi Vespri.

La storia di questa giovane fanciulla e la sua virtù, che preferì morire gettandosi nel pozzo di oltre 14 metri, rispecchia l’orgoglio Siciliano nello resistere al dominatore. 

I Siciliani, stanchi dei soprusi del dominare Angioino, si ribellarono in massa. Costrinsero molti dei Francesi presenti nell’isola a scappare buttandosi a mare, nel tentativo di raggiungere le imbarcazioni lungo la costa. Tutto questo per scappare dalla rabbia di una popolazione stanca di essere trattata senza rispetto.

Tutta questa situazione di tensione, rabbia e voglia di non cedere viene racchiusa e “colorata” nella leggenda di Gammazita. 

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