Cosa vedere a Gangi: il borgo che ha vinto tutto

Nel 2014 Gangi è stato eletto Borgo più bello d’Italia, e da allora questo paese delle Madonie se lo porta scritto addosso con l’aria di chi non se l’aspettava. La prima cosa che si vede arrivando è la sagoma: un cono perfetto di case color pietra avvitate sul monte Marone, con l’Etna che fuma all’orizzonte nelle giornate pulite. Sembra un presepe, e come tutti i presepi va guardato prima da lontano e poi da dentro, dove le cose si fanno interessanti e, in un paio di casi, piacevolmente macabre.

La sagoma e i belvedere

Il primo monumento di Gangi è Gangi stessa: fermatevi sulla strada che arriva da Petralia o al belvedere all’ingresso del paese e guardate il cono di case salire verso la chiesa madre. Poi, da dentro, i vicoli concentrici fanno il resto: si gira in salita e in discesa, tra scale, archi e panorami improvvisi sulle Madonie da una parte e sull’Etna dall’altra. È uno dei rari borghi dove perdersi è letteralmente impossibile: tutte le strade girano intorno al monte.

La Chiesa Madre e la Torre dei Ventimiglia

In cima alla piazza del Popolo, la chiesa madre di San Nicolò si appoggia alla Torre dei Ventimiglia, il campanile trecentesco con le bifore che è il simbolo del paese. Dentro, oltre al Giudizio Universale dello Zoppo di Gangi — il pittore più famoso delle Madonie, che qui gioca in casa — c’è la sorpresa che non vi aspettate: la cripta con le mummie dei sacerdoti, la “fossa di li parrini”, dove decine di preti del paese riposano composti nelle loro nicchie dal Settecento. Non è per tutti; è indimenticabile.

Palazzo Bongiorno e il castello

Il Settecento gangitano ha lasciato Palazzo Bongiorno, sede comunale con i saloni affrescati a trompe-l’oeil che non ti aspetti a mille metri di quota, e in cima al paese il castello dei Ventimiglia ricorda chi comandava su queste montagne: la stessa famiglia che da Castelbuono a Geraci si spartiva le Madonie. Tra un palazzo e l’altro, le chiese si contano a dozzine: Gangi ne ha più di quante sembrino possibili per un paese di seimila abitanti.

Le case a un euro e il paese che resiste

Gangi è finito sui giornali di mezzo mondo per le case cedute a un euro, una delle prime e più riuscite operazioni del genere in Italia: decine di ruderi del centro storico recuperati da nuovi proprietari arrivati da ovunque. Il risultato si vede: il borgo è vivo, restaurato senza essere imbalsamato, con botteghe e B&B nei palazzi che vent’anni fa crollavano. Un modello, dicono gli urbanisti; una bella storia, diciamo noi.

La Sagra della Spiga

A metà agosto Gangi celebra la Sagra della Spiga, la festa del grano che culmina nel corteo di Demetra, con costumi, covoni e la dea del raccolto che attraversa il paese: un rito che mescola senza imbarazzo la Sicilia pagana e quella contadina. Le Madonie sono terra di grano prima che di boschi, e Gangi ad agosto lo ricorda a tutti.

Gangi in breve

Tappa Cosa è Tempo consigliato
Belvedere e sagoma del borgo Il “presepe” sul monte Marone 20 minuti (foto comprese)
Chiesa Madre e Torre dei Ventimiglia Il simbolo del paese con lo Zoppo di Gangi 45 minuti
Cripta dei sacerdoti Le mummie della “fossa di li parrini” 30 minuti
Palazzo Bongiorno Gli affreschi settecenteschi del municipio 30 minuti
Castello dei Ventimiglia e vicoli Il giro concentrico del borgo 1-2 ore
Sagra della Spiga Il corteo di Demetra a metà agosto mezza giornata

I dintorni

Gangi è la porta orientale delle Madonie: a un quarto d’ora ci sono le due Petralie, Soprana e Sottana, coi loro centri storici in quota, e la strada prosegue verso Geraci Siculo e Castelbuono. Dall’altra parte, in mezz’ora si scende a Sperlinga col suo castello scavato nella roccia e a Nicosia, sul confine dove le Madonie diventano Sicilia centrale. È la zona giusta per un weekend lento: borghi, boschi e trattorie dove il conto sembra sbagliato per difetto.

Domande frequenti su Gangi

Perché Gangi è famoso?

Per il titolo di Borgo più bello d’Italia 2014, per la sagoma a cono sul monte Marone e per l’operazione delle case a un euro che l’ha fatto conoscere nel mondo. Chi ci arriva scopre anche le mummie dei sacerdoti e gli affreschi di Palazzo Bongiorno.

Quanto tempo serve per visitare Gangi?

Mezza giornata basta per il borgo, la chiesa madre e la cripta; una giornata se aggiungete Palazzo Bongiorno con calma e un pranzo come si deve. In combinazione con le Petralie fa un fine settimana perfetto.

Cosa sono le mummie di Gangi?

Nella cripta della chiesa madre, la “fossa di li parrini”, sono conservati i corpi mummificati di decine di sacerdoti gangitani sepolti tra Settecento e Ottocento, ciascuno nella sua nicchia. Un pezzo di Sicilia che non fa sconti alla morte, come le catacombe dei Cappuccini a Palermo.

Da Gangi si vede l’Etna?

Sì, nelle giornate limpide il vulcano chiude l’orizzonte a sud-est ed è uno dei colpi d’occhio del paese: la neve d’inverno e il pennacchio di fumo rendono il panorama quasi irreale. I belvedere sui tornanti d’ingresso sono i punti migliori.

Come si arriva a Gangi?

In macchina: un’ora e mezza da Palermo per l’A19 con uscita Tre Monzelli, un’ora e tre quarti da Catania. La strada delle Madonie da Cefalù, per Castelbuono e Geraci, è più lenta e più bella: fatela almeno in un senso.

Gangi ha vinto il titolo di borgo più bello d’Italia senza cambiare niente di sé, ed è questo il punto: qui la bellezza non è un allestimento, è il modo in cui il paese sta al mondo da settecento anni. Il premio è arrivato dopo. Come i visitatori, del resto.

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