Beddi miei e amanti della forchetta allegra, oggi vi porto con me in un viaggio sensoriale che fa venire l’acquolina solo a parlarne!
Stiamo per scoprire u’ vero “oru liquidu” della mia terra: l’olio extravergine di oliva siciliano!
E cu pensa ca tutti l’ogghi su i stissi, stati sbagghiannu, carusi!
L’olio siciliano non è un semplice condimento, è poesia antica messa in bottiglia, è l’anima della nostra cucina… s’è persino guadagnato il marchio IGP – e non è cosa da poco, credetemi!
Mmaginativi di camminare tra gli uliveti della mia isola, col sole che picchia e il profumo di terra calda che si mescola a quello delle erbe selvatiche. Che delizia!
L’olio extra vergine della mia Sicilia ha un carattere forte e deciso, proprio come noi isolani. Vi giuro che quando lo assaggiate, sentite tutta la storia della nostra terra in una sola goccia!
Pronti a farvi travolgere? Allacciate le cinture e che Sant’Oliva ci protegga, si parte per un tour sensoriale nell’oro verde della mia Trinacria (non sai che vuol dire Trinacria?? Leggi il nostro articolo e arricupigghiti!)
Storia e Tradizione dell’Olio Extravergine di Oliva in Sicilia
Unn’è cosa d’oggi, amici miei! La tradizione dell’olio in Sicilia è antica molto più che le rughe di tua nonna!
La coltivazione dell’oliva e la spremitura d’oliva in Sicilia hanno radici così profonde che manco gli archeologi riescono a trovarne l’inizio. Parliamo di migliaia d’anni, quando Fenici, Greci e poi Romani s’innamorarono dei nostri ulivi tanto quanto io m’innamoro di una bella pasta alla Norma (puoi scoprire la nostra ricetta qui e innamorartene anche tu!)!
Vi dico una cosa sola per capire quanto questa pianta è legata alla storia della mia terra: durante la dominazione Greca chi abbatteva un ulivo veniva esiliato dall’isola… Si, vorrei che anche oggi fosse così, ma non decido io.
Ogni frantoio siciliano racconta storie che vi farebbero venire la pelle d’oca. Vicino casa di mio zio c’era un vecchio frantoio a pietra che sembrava uscito da un museo – e lui raccontava che da piccolo vedeva gli asini girare per ore per schiacciare le olive.
Che fatica, bedda matrci! La terra siciliana, baciata dal sole come una bedda fimmina, e accarezzata dalle brezze marine (chidde che ti fannu sentiri in paradiso anche cu 40 gradi all’ombra), ha creato un matrimonio perfetto per le olive nostrane.
Chi ha visto un ulivo centenario siciliano sa che parlo di monumenti viventi, testimoni silenziosi di un’arte che si tramanda di generazione in generazione!
Pi non vuliri parrari da muntagna… L’Etna. Anche il terreno lavico. contribuisci non poco alla tipicità del nostro olio.
Le Caratteristiche dell’Olio Extra Vergine IGP Sicilia

Ma cosa rende il nostro olio extra vergine così speciale da meritarsi il bollino IGP Sicilia?
Ve lo dico io, che quando si tratta di mangiare non scherzo! L’ Indicazione Geografica Protetta non la danno mica a tutti, sapete?
L’Europa nel 2016 ha detto: “Madonna mia, questo olio è troppo buono, diamogli un riconoscimento!”
Gli oli extravergine della mia terra hanno un colore che va dal verde smeraldo all’oro antico, come i gioielli della mia bisnonna!
E l’aroma? Madonnuzza santa, è una sinfonia che ti fa chiudere gli occhi dall’emozione: note erbacee, fruttate, con quel pizzico di amaro che è la firma degli oli di carattere!
L’altro giorno m’apri Tanino (quello che fa l’olivicoltore da almeno 4 generazioni ) mi diceva: “L’olio extravergine siciliano certificato IGP deve rispettare regole precise, non è come la ricetta delle polpette che ognuno la fa come vuole!”
Ha ragione! Le olive devono essere coltivate e molite sull’isola, seguendo tecniche che le nostre mamme e i nostri papà ci hanno insegnato. (aveva ragione anche sulle polpette).
Il gusto? Varia da potente come un temporale d’agosto a delicato come una carezza, ma sempre con quell’equilibrio tra fruttato, amaro e piccante che quando lo provi, ti fa esclamare: “Minchia, ma questo è tutt’altra cosa rispetto a quello del supermercato!”
Varietà di Olive Siciliane: Nocellara, Cerasuola e Biancolilla
La Sicilia, beddamatrci, è come uno scrigno pieno di gioielli quando si parla di varietà di oliva! Avete mai sentito parlare della Nocellara del Belice? È la regina delle cultivar, la diva della Valle del Belice! Produce un olio talmente caratteristico che la prima volta che lo assaggiai, pensai: “Chistu mi fa ballare la lingua!” Ha un sapore che cambia col tempo, come l’umore ro zu Saru . A volte più intenso di un discorso politico in piazza, altre più sottile di una scusa per non andare a lavorare.
È così speciale che spesso viene prodotto in versione monocultivar, cioè solo con questa varietà Nocellara del Belice, come un solista che non ha bisogno dell’orchestra!
Ma non finisce qui, amici miei! Abbiamo anche la Cerasuola e Biancolilla, che sono come due sorelle con caratteri opposti.
La Cerasuola, che predomina nella parte occidentale dell’isola (dove il tramonto tinge il mare di rosso fuoco), regala oli verdi intensi con un profumo che ti fa sentire come se stessi passeggiando in un prato appena tagliato. Una delizia!
La Biancolilla, invece, è la sorella gentile, quella che va d’accordo con tutti – il suo olio è più morbido, come una carezza. E poi ci sono la Tonda Iblea, la Moresca, l’Ogliarola Messinese… tutte bellezze che mi fanno innamorare ogni volta che le incontro in un piatto di pasta con le sarde!
Quella che più amo è sicuramente La Nocellara dell’Etna (che è quella che coltivo anche io ). Questo cultivar è (Ovviamente) figlio dell’Etna. (Significa che cresce nel terreno vulcanico).
Ecco un elenco dettagliato di tutti i cultivar presenti nell’isola:
I Protagonisti della Nostra Storia Oleosa
La Biancolilla: La Prima Donna
La Biancolilla è un po’ come quella zia elegante che non puoi non invitare alle cene di famiglia. Le sue olive cambiano colore dal verde chiaro (quasi bianco, da qui il nome) al rosso intenso durante la maturazione. Praticamente come certi siciliani dopo una giornata al mare.
Abita principalmente nella parte occidentale dell’isola, dove evidentemente il clima è perfetto per farsela comoda. Il suo olio? Un capolavoro. Verde dorato, delicato e aromatico, perfetto per quelli che non vogliono sentirsi bruciare la gola ad ogni boccone. Perché a volte l’eleganza sta nella delicatezza, non nel metterti KO al primo assaggio.
Nocellara del Belice: La Diva
Se la Biancolilla è la zia elegante, la Nocellara del Belice è quella cugina che è andata a fare l’attrice a Roma e torna in paese solo per le feste, ma quando arriva tutti si girano a guardarla. Le sue olive sono belle grosse (ehi, sto parlando di olive!), succose e con un gusto che sa di erba fresca e agrumi.
L’olio che ne viene fuori ha un colore verde intenso che fa invidia ai prati inglesi – ma non ditelo agli inglesi che ci copiano pure questo. Il sapore? Un’altalena tra fruttato, amaro e piccante che in cucina è come avere tre condimenti in uno. Un vero affare, direi!
Tonda Iblea: La Raffinata
La Tonda Iblea è proprio come dice il nome: tonda. Potevano chiamarla “Sferica degli Iblei” o “Pallina Sicula”, ma evidentemente i nostri antenati non avevano troppa fantasia con i nomi.
Il suo olio ha un gusto complesso (come certi rapporti familiari siciliani): note erbacee, fruttate e leggermente speziate. È quello che ordineresti al ristorante per fare bella figura con gli amici milanesi in visita. Ha una produzione limitata, quindi è ambito dai cuochi di tutto il mondo, un po’ come i biglietti del concerto di Vasco.
Moresca: La Lavoratrice
La Moresca è quella che si è fatta da sola. Resistente alle malattie e super produttiva, è come quei colleghi che non si ammalano mai e sono sempre in ufficio prima di te. Le sue olive sono di medie dimensioni, dalla forma leggermente allungata, ma con un carattere forte.
L’olio che producono ha un colore giallo dorato e un gusto equilibrato, perfetto per condire tutto. È l’olio “tuttofare” della cucina siciliana, quello che usi quando non sai cosa usare. E non delude mai.
Cerasuola: La Versatile
La Cerasuola ha un frutto di medie dimensioni, verde intenso che poi diventa violaceo. In pratica, come un adolescente che passa dall’essere un bravo ragazzo al periodo dark con i capelli tinti.
L’olio che se ne ricava è fruttato e dolce, con un’ombra di amaro e piccante, e un aroma che ricorda mele e mandorle. È così versatile che lo puoi usare praticamente ovunque, dall’insalata ai dolci. Se l’olio fosse un professionista, la Cerasuola sarebbe quel collega che sa fare tutto, dalla programmazione alla contabilità, e poi suona pure in una band nel weekend.
Nocellara dell’Etna: La Vulcanica
Come suggerisce il nome, questa varietà cresce vicino all’Etna, quindi è abituata al caldo estremo e a occasionali piogge di cenere. Un po’ come chi vive a Catania, insomma.
Produce un olio con un aroma fruttato e note di erba tagliata. È come se qualcuno avesse falciato il prato sotto un albero di olive. Ma in senso buono! È così versatile che va bene su tutto, anche se personalmente lo consiglio sul pesce. Perché in Sicilia, se non condisci il pesce con un buon olio, rischi la denuncia per maltrattamento alimentare.
Ogliarola Messinese: La Resistente
L’Ogliarola è originaria di Messina (chi l’avrebbe mai detto?!). Produce olive piccole dalla forma allungata che in autunno diventano di un verde intenso con sfumature rosse. Praticamente il semaforo dello Stretto.
Il suo olio è fruttato e leggermente dolce, con un retrogusto di amaro quasi impercettibile e un profumo che ricorda l’erba tagliata e le mandorle fresche. È resistente alle malattie, il che lo rende ideale per i coltivatori. In pratica, è quell’amico che non prende mai l’influenza mentre tu stai a letto con 39 di febbre.
Santagatese: La Nuova Arrivata
Originaria di Santa Caterina Villarmosa, nella provincia di Caltanissetta, questa varietà sta guadagnando popolarità come un influencer che ha azzeccato il trend giusto.
Il suo olio ha un gusto fruttato che ricorda olive verdi e mandorle, con un retrogusto leggermente piccante. L’acidità è bassissima, come il mio conto in banca a fine mese. Gli chef lo adorano per la sua versatilità e io lo adoro perché posso metterlo su tutto e fare bella figura con pochissimo sforzo.
L’Olio Extravergine di Oliva Biologico Siciliano
Ora vi parlo di una cosa che mi fa battere il cuore: l’extravergine di oliva biologico! Sapete, anche noi siciliani, che siamo un po’ tradizionalisti (e sì, a volte un po’ testardi come i muli di montagna), abbiamo capito che la natura va rispettata. Sempre più produttori dicono “basta” ai fertilizzanti chimici e ai pesticidi. Il mio amico Carmelo ha convertito il suo uliveto di famiglia all’agricoltura biologica e ora dice che persino le api lo ringraziano! E chi sono io per dargli torto?
L’olio biologico siciliano non è solo una moda per hipster continentali!
È una scelta di cuore e di testa. Per ottenere la certificazione bio ci vogliono anni di impegno e controlli più severi di mia nonna quando ispezionava le mie mani prima di pranzo!
Ma ne vale la pena, gente mia! L’oliva biologico siciliano mantiene tutte le sue caratteristiche naturali, ma senza chimica.
È come la differenza tra un abbraccio vero e uno finto! Il biologico siciliano rappresenta il rispetto per la terra che ci nutre – e noi siciliani, se c’è una cosa che sappiamo fare, è rispettare chi ci dà da mangiare!
Coltivazione delle Olive e Tecniche di Raccolta in Sicilia
Carusi, la coltivazione delle olive in Sicilia è un’arte antica quanto la capacità delle nonne di far sparire i problemi con un piatto di pasta!
Dalla Sicilia occidentale con le magnifiche valli trapanesi (dove il maestrale accarezza gli ulivi come un innamorato) fino alla costa orientale (dove l’Etna guarda severa gli uliveti), i nostri alberi sembrano pennellate d’argento su una tela d’oro. Sapete come capisco quando è il momento giusto per la raccolta??? Quando u ziu Turiddu inizia a guardare il cielo e a parlare con le nuvole chiedendo: “Mi farete piovere o posso iniziare?”
La raccolta delle olive è come una sagra di paese: tutti partecipano! Inizia a ottobre (In base alla zona), quando il caldo asfissiante inizia (finalmente!) a dare tregua, e può durare fino a gennaio(In base alla zona).
In molti posti, specialmente In alcune parti dell’Etna (dove il terreno è più accidentato di un letto di pietre), si usa ancora la brucatura a mano.
Un lavoro che ti spezza la schiena, vi dico! Ma l’anno scorso la mia famiglia mi ha aiutato, mentre raccoglievamo, mi hanno raccontato storie di famiglia che non conoscevo, abbiamo mangiato pane, olio e pomodoro secco seduti sotto un ulivo centenario. Un’esperienza unica! (rileggendo capisco che sono diventato vecchio).
Raccogliendo a mano, poi, scegli solo le olive perfette – è come quando mia madre selezionava i pomodori per la salsa: occhio clinico e nessuna pietà per i difettosi!
Dal Frantoio alla Bottiglia: La Produzione dell’Olio Extravergine
Nella produzione del nostro olio, amici cari, ogni passaggio è sacro come la processione del santo patrono!
Una volta raccolte, le olive devono correre al frantoio più velocemente di me quando sento il profumo di un arancino appena fatto!
Vi racconto un segreto ma non lo dite a nessuno: mio nonno diceva che bisogna guardare l’orologio mentre si raccolgono le olive, perché più tempo passa tra la raccolta e la spremitura, più l’olio perde qualità. “È come l’amore,” diceva, “devi coglierlo al momento giusto!”. Non so bene per quanto riguarda l’amore ma per l’olio aveva sicuramente ragione!
Al frantoio inizia la magia: prima un bel bagno (le olive, non io!), poi via le foglie, e infine la frangitura, dove le olive vengono schiacciate come nei miei sogni: i cannoli che ti fanno dimagrire!
Segue la gramolatura – che nome complicato per dire che l’impasto viene mescolato per far uscire l’olio – e finalmente l’estrazione.
L’olio extravergine di oliva appena nato è torbido e pieno di vita, come un adolescente ribelle!
Viene lasciato riposare in contenitori di acciaio, dove si decanta naturalmente.
Dall’oliva all’imbottigliamento, ogni fase è seguita con cura maniacale. Il confezionamento avviene solo quando l’extravergine d’oliva passa tutti i test – più severi! È un processo lento, che richiede passione, pazienza e amore – proprio come crescere un figlio, solo che alla fine puoi versarlo sulla pasta!
Le Zone di Produzione: dalla Nocellara del Belice alla Valle Iblea
La Sicilia, bedda mia, è come una donna dalle mille sfaccettature: ogni zona dà un olio diverso, come ogni quartiere ha il suo dialetto!
La zona della Nocellara del Belice, tra Trapani e Agrigento, è famosa come la Scala di Milano per l’opera!
Lì, l’oliva siciliana cresce su un terreno calcareo che gli dà carattere. La prima volta che ho assaggiato l’olio extravergine di oliva siciliano del Belice, ho sentito un pizzicorio in gola che mi ha fatto lacrimare gli occhi – ma di gioia, eh!
Era verde intenso come i prati di primavera e con un sapore così deciso che sembrava parlasse!
Poi, se andate verso est, troverete la Valle Iblea, un paradiso in provincia di Ragusa, dove la Tonda Iblea regna sovrana.
L’anno scorso sono stato ospite di un amico che produce olio lì, e vi giuro che l’extravergine di oliva siciliano della zona ha note più delicate di una serenata d’amore!
Le colline del Belice poi, mamma mia, sono uno spettacolo: ulivi e vigne che si alternano come in un ballo. Ogni zona è come un parente della stessa famiglia:
tutti siciliani, ma ognuno con il proprio carattere!
E vi dico una cosa: quando assaggiate questi oli, sentite il sapore della terra, del sole e persino del carattere delle persone che li producono!
La Nocellare dell’Etna coltivata sul vulcano, è il mio cultivar. preferito! (Si vede che sono nato a Catania?). Sapore unico nel suo genere , tra il mare che soffia e una terra che nasce (e si rinnova) da un vulcano attivo (si, il vulcano attivo più alto d’Europa).
Olio EVO e Monovarietali: Differenze e Caratteristiche
Ora, cari lettori affamati di conoscenza, fatemi spiegare un po’ di cose sull’olio siciliano, che qui c’è un po’ di confusione e io odio la confusione più di quanto odio la pasta scotta!
Quando sentite dire olio EVO, non è il nome di mio cugino calabrese!
È semplicemente l’abbreviazione di Olio Extravergine di Oliva. Una sigla che sta all’olio come DOC sta al vino: è la prima classe, il top, la serie A della spremitura!
E che mi dite degli extravergine di oliva monovarietali?
Questi sono oli fatti con una sola varietà di oliva, come un assolo di violino in un’orchestra.
In Sicilia ne abbiamo di tutti i tipi! Un monovarietale di Belice è potente come un temporale d’agosto, mentre uno di Biancolilla è delicato come la carezza di una nonna. Io a casa tengo sempre almeno tre tipi diversi di olio, come le scarpe: uno per tutti i giorni, uno per le occasioni speciali e uno per impressionare gli ospiti! La Cerasuola la uso sui piatti di pesce, un po’ come mettere un gioiello a una bella donna – esalta senza coprire!
E poi ci sono i blend, miscele studiate come una ricetta segreta. Il mio amico Antonio, che di oli se ne intende, dice sempre: “L’olio giusto sul piatto giusto è come trovare la fidanzata giusta: ti cambia la vita!”
Olio d’Oliva Siciliano: Proprietà Organolettiche e Benefici
L’olio d’oliva siciliano non è solo buono, è anche un toccasana! È pieno di polifenoli, antiossidanti e vitamina E – roba che i nutrizionisti impazziscono! Una volta la zia Concetta, che ha 94 anni e ancora fa la pasta a mano, mi ha detto: “Figghiu miu, se sono arrivata a questa età è perché ogni giorno ho bevuto un cucchiaio di olio buono a digiuno!” E chi sono io per contraddire una saggezza quasi centenaria?
L’olio extra vergine di oliva è ricco di acidi grassi monoinsaturi che fanno bene al cuore – e noi siciliani di cuore ne abbiamo tanto! Gli studiosi dicono che aiuta a mantenere il colesterolo a livelli sani, ma io dico che aiuta anche a mantenere sana la gioia di vivere!
L’extravergine di oliva di qualità ha un sapore che racconta storie: fruttato come un’estate siciliana, erbaceo come una passeggiata in campagna, e a volte piccante come un pettegolezzo di paese!
L’d’oliva siciliano è la prova che la natura, quando vuole, sa creare meraviglie. E se non mi credete, venite a casa mia: vi preparo una bruschetta con pomodoro, basilico e un filo d’olio nuovo che vi fa toccare il cielo con un dito!
Dove Acquistare l’Autentico Olio Extravergine di Oliva Siciliano
E ora la domanda delle domande: dove trovare questo nettare divino? Il modo migliore sarebbe venire in Sicilia (e avrei risolto due problemi: voi assaggiate l’olio buono e io ho compagnia per cena!).
Una visita a un’azienda agricola o oleificio siciliano è un’esperienza che vi cambia la vita!
L’anno scorso ho portato un’amica Inglese al frantoio, e quando ha assaggiato l’olio appena franto è rimasta in silenzio per due minuti – e chi conosce la mia amica sa che è un miracolo!
Ma capisco che non tutti possono saltare su un aereo e venire in Sicilia (anche se dovreste, sul serio!). Per fortuna internet ha accorciato le distanze e la vendita olio extravergine online è esplosa!
Tantissimi piccoli produttori hanno il proprio shop online dove potete trovare anche oliva biologico certificato. Un consiglio da amico?
Cercate aziende che vi raccontino chi sono, come lavorano, che vi facciano sentire parte della loro storia.
Evitate quelli che sembrano vendere detersivi tanto sono anonimi!
Un buon olio extravergine di oliva siciliano è come un buon amico: ti accompagna nei momenti importanti, ti tira su il morale, e a volte costa un po’, ma ne vale sempre la pena!
E ricordate: quando aprite una bottiglia di olio siciliano, non state solo condendo un piatto, state invitando un pezzo di Sicilia alla vostra tavola!
